CATECHISMO E NON SOLO

Sono catechista nella mia parrocchia questo mio percorso è cominciato con la seconda elementare.
All’inizio c’era bisogno di altri catechisti e ho richiesto la disponibilità a mio genero, ma la risposta fu negativa e così ci siamo trovate in due catechiste con ben 36 ragazzi da gestire.
Il  giorno  delle  iscrizioni  eravamo in difficoltà ed ho chiesto a mio genero un  aiuto momentaneo.
Lui generosamente si è prestato e da quel momento, rendendosi conto  della  necessità,  non si è più sottratto a questo impegno.
Tra i nominativi dei bambini ho visto che c’era il figlio di una signora di una parrocchia limitrofa che conosco e che ho incontrato per caso al mercato.  Approfittando  di questo momento,  le ho chiesto se fosse disponibile a aiutare per il  catechismo.
Meravigliata per la proposta ha detto subito di sì molto contenta  chiedendo  però  di essere aiutata perché fare la catechista per lei era una cosa nuova.
Ho ringraziato Dio per queste  strade  che  si  aprivano  e  ho colto la sua presenza speciale nell’iniziare questo servizio con persone che lo facevano per la prima volta insieme a noi due con esperienza.
Il prepararsi, il confrontarsi, le proposte e  le aspettative erano frutto di questo rapporto sincero e profondo fra noi e sperimentavamo la forza ed il coraggio delle nostre proposte. Al contatto con i ragazzi ci siamo resi conto di quante   difficoltà  ci  siano  nell’ambito educativo sia con i ragazzi ma soprattutto con le famiglie.

Abbiamo pensato di puntare in alto e di proporre, con coraggio e fiducia nella Provvidenza, tre  incontri  con  uno specialista in materia; l’invito recitava: “ per educare un bambino ci vuole un villaggio”
Gli incontri, tenuti da uno psicologo, avevano  come tema “Educare oggi: una speranza possibile; “Infanzia: seme per il futuro” e “Preadolescenza  e  adolescenza: fragilità e risorse”
L’ambito parrocchiale ci sembrava troppo ristretto e così abbiamo coinvolto i servizi sociali, le scuole elementari e medie. La presenza è stata massiccia (circa 300 persone)tanto che abbiamo ripiegato sulla Chiesa perché le sale parrocchiali erano troppo piccole.
Per andare incontro alle esigenze delle famiglie abbiano offerto il servizio di baby sitting: ogni volta erano più di cento bambini da gestire.  Alcune famiglie del Movimento hanno offerto il loro aiuto che è stato prezioso e molto apprezzato.
Quest’anno sollecitati  dai servizi sociali del Comune  ed anche per dare una continuità al progetto iniziato abbiamo proposto altri tre incontri con uno psicoterapeuta dell’età evolutiva, proponendo questi temi:
“l’età dello tsunami – come sopravvivere a un figlio pre-adolescente -tutto troppo presto: l’educazione sessuale dei nostri figli nell’era di internet.
L’ultimo incontro, dal tema: “Noi cosa abbiamo da dire?
Testimonianze, dibattito e confronto aperto.” è stato un momento di confronto aperto, sincero e partecipato.

Il Comune quest’anno  ci ha sostenuto con un contributo per la copertura di una buona parte delle spese.
Con questi incontri ci  sembra di aver contribuito a donare ai genitori momenti di luce, di speranza e di aiuto concreto nella fatica educativa,  nella consapevolezza che insieme si possono condividere e superare le fatiche e  le preoccupazioni,  ma anche le gioie e le esperienze. Un piccolo faro in questa emergenza educativa.

Le tre catechiste che hanno lavorato per questo progetto, consapevoli che non si è mai sufficientemente formati come educatori, hanno partecipato a Castel Gandolfo  ad un incontro formativo sull’educazione: Educarsi per educare (vedi video)

QUARTO GIORNO

Un piccolo assaggio di ciò che è stata la quarta giornata qui a EDUxEDU.

Publiée par EDUxEDU educarsi per educare sur Mercredi 6 mars 2019