CONCRETA FRATRERNITA’ TRA PERSONE DI CULTURA E TRADIZIONI DIVERSE

La condivisione di una certa situazione coinvolge in atti concreti diverse persone e fa sperimentare loro la bellezza dell’incontro tra diversità di culture e tradizioni diverse.

Per due anni un gruppo di volontari della mia parrocchia ha assistito ‘Amal, un migrante del Gambia. Adesso, ha trovato un lavoro stabile ed è stato sganciato dal protocollo assistenziale della Caritas. Ha trovato anche un appartamento dove abitare…. ma necessita di essere arredato.

Il rapporto di amicizia costruito nel tempo è rimasto vivo e non di rado ci sentiamo, soprattutto quando si presentano difficoltà e problemi da risolvere. Recentemente, ci ha chiesto infatti aiuto per trovare i mobili per il nuovo appartamento.  Cosa non facile ci siamo detti subito …… ma abbiamo voluto  credere nella Provvidenza.

Una cucina donata

Ed è allora che  vengo informato da un mio figlio che un suo amico è disponibile a donare  una cucina che non gli sarebbe più servita perché traslocava. Grande è la nostra gioia e ancora più  quella di ‘Amal che, a quel punto, mi chiede aiuto per lo smontaggio e il rimontaggio della cucina nella sua nuova casa. Mi rendo conto che questo lavoro è  molto impegnativo, ma capisco di dover fare un nuovo atto di Fede.

Al momento del trasbordo dei mobili, con sorpresa mi accorgo che si rendono disponibili ad aiutarci alcuni suoi amici africani musulmani.   Con un furgone che ‘Amal si è procurato a noleggio, riusciamo a smontare  e portare tutto  nella nuova casa.  Terminato il lavoro, ‘Amal mi chiede un ulteriore aiuto per andare a prendere un letto e altri mobili che gli sono stati donati, da nostri amici.

Ripartiamo subito e dopo 25 km arriviamo al posto dove si trovano i mobili. Sempre aiutati dai suoi amici, riusciamo a riportare tutto nel nuovo appartamento, in attesa di trovare un momento giusto per rimontare…….

Come montare tutto quel mobilio

Dopo qualche giorno ci ritroviamo per montare i mobili . Confesso che ero assalito da un po’ di timore per la pandemia in corso e per tutto il lavoro che ci aspettava.  Metto nel cuore di Gesù questa mia criticità ed è allora che mi viene un’idea. Chiedo a Luciano, un mio amico, in pensione da poco, se è disponibile ad aiutarmi. La risposta è positiva ed è anche molto contento di poter essere utile. Il giorno stabilito ci troviamo per il lavoro.   Insieme, piano piano troviamo il modo giusto per sistemare i vari componenti e risolvere le difficoltà e perplessità che via via si presentavano. Condividiamo sempre con ‘Amal le soluzioni possibili per trovare il giusto posto alle varie realtà da sistemare.

Mentre si lavorava vedo che Luciano  non dispone di un minimo di attrezzi, così decido di regalargli un trapano che usavo solo in rare occasioni. Anzi qualche buco sul muro per mettere i tasselli lo faccio fare a lui cosicché comincia a prendere un po’ di confidenza con gli arnesi. Mi accorgo anche che Luciano avrebbe bisogno di varie minuterie. Lo accompagno in un negozio vicino dove c’è molta scelta di quanto può servire per manutenere la casa o approvvigionarsi di attrezzi per semplici lavori.

Momenti insieme di fraternità

In 2 giorni abbiamo sistemato tutto. Un tempo ricco e denso di tanti momenti di attenzione e condivisione reciproca, di concreta fraternità tra persone di cultura e modi diversi di vedere. Alla fine, terminato il lavoro, ci siamo sentiti arricchiti, gli uni della bellezza e diversità dell’altro.

vigi