Diversi per conoscerci, uniti per Gaza

“Diversi per conoscerci, uniti per Gaza“: questo il titolo del Convegno promosso dalla Diocesi di Belluno-Feltre e dalla Comunità Islamica di Belluno, il 7 novembre 2025, con il patrocinio del Comune di Longarone e la collaborazione del Movimento dei Focolari, dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso e del Segretariato Attività Ecumeniche, collegato alla XXIV Giornata Nazionale del Dialogo Cristiano-Islamico celebrata in tutta Italia all’insegna del tema “In dialogo per ritrovare l’umanità”.

Abbiamo iniziato dialogando con il prof. Vincenzo Buonomo, docente di Diritto Internazionale alla Pontificia Università Lateranense (collegato in videoconferenza), che ci ha aiutato a dipanare la complessa matassa geopolitica odierna per capire dove trovare quei fili che contengono speranze di pace. Il convegno è proseguito con le testimonianze di due persone che hanno lavorato “sul campo” come operatori umanitari: il pediatra bellunese dott. Giangiacomo Nicolini e il dott. Abderrazak Lemkhannet, originario del Marocco e attualmente residente a Verona, funzionario della ONG Islamic Relief. La voce di Jessica Da Re accompagnata dalla chitarra di Filippo Viel hanno arricchito il convegno con momenti musicali ispirati al tema. La conduzione della serata è stata affidata a Renzo Andrich, vice presidente del Comitato d’Intesa tra le Associazioni di Volontariato della Provincia di Belluno. Il convegno è una tappa di un cammino di conoscenza, dialogo e condivisione che sul territorio bellunese è iniziato una decina di anni fa, generando un continuo reciproco arricchimento di esperienze, amicizie e progetti. Quest’anno, di fronte alla situazione di Gaza, come a quella in Ucraina e di tutte le guerre, abbiamo avvertito la necessità di un momento di riflessione e condivisione di esperienze che, in questo momento storico di grande tensione e difficoltà, ci aiuti a “restare umani” e a credere che l’”utopia” della pace inizia con il nostro essere “operatori di pace” lì dove siamo, nelle nostre piccole realtà locali, nei piccoli segni di solidarietà che possiamo dare.

 

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