Verona, memoria e attualità nel ricordo di Chiara
Nella suggestiva cornice della Cattedrale di Verona, lo scorso 18 marzo si è celebrata una Santa Messa in ricordo della partenza al Cielo di Chiara Lubich.

A presiedere la celebrazione è stato il vescovo Domenico Pompili, che nell’omelia ha ripercorso i momenti chiave della vita della fondatrice dei Focolari, soffermandosi in particolare sull’inizio del suo ideale di Unità. Un’intuizione nata in un contesto storico segnato dalla guerra e dalla distruzione, ma capace di generare un messaggio universale di fraternità.
Il vescovo ha ricordato con intensità la discesa a Roma di Chiara Lubich nel 1949, quando la capitale portava ancora le profonde ferite del secondo conflitto mondiale. In quel contesto, segnato dalla devastazione e dalla sofferenza, prese forma con maggiore forza il suo progetto spirituale: costruire ponti tra le persone, oltre ogni divisione.
Un richiamo particolarmente significativo alla luce delle tensioni internazionali attuali, che ci fanno oggi tornare vicini a quel periodo di guerra e divisione vissuto da Chiara agli inizi .
Nel suo intervento, il vescovo ha evidenziato come il messaggio di Chiara Lubich resti oggi più attuale che mai e ricorda : “Chiara sa alzare lo guardo nella direzione di Dio e cosi comincia a profilarsi la svolta della sua vita… “ .
Con la sua intuizione, lei sa promuovere il dialogo tra i popoli, favorire l’incontro tra culture e religioni diverse, e costruire una pace fondata sulla reciproca comprensione.
La celebrazione ha visto la partecipazione di numerosi fedeli e membri di altre Chiese e religioni, tra cui Ortodossi, Buddisti e Musulmani, riuniti in un momento di preghiera e riflessione che ha unito memoria storica e impegno per il presente. Toccante il momento vissuto con la recitazione della “Preghiera Semplice di San Francesco”, letta insieme dai rappresentanti di tutti i credi religiosi presenti.
In un’epoca segnata da divisioni e incertezze, il ricordo di Chiara si conferma così come un invito concreto a riscoprire il valore dell’unità, non solo come ideale, ma come via possibile per affrontare le sfide del nostro tempo.

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