Gaza nostra ostinazione, ripartire da Mazzolari. 30 agosto 2025

da focolaritalia

Il senso di un’iniziativa in programma Bozzolo, nella bassa mantovana, paese legato alla testimonianza di don Primo Mazzolari più attuale che mai.

In un tempo in cui la guerra sembra aver riacquistato cittadinanza nel vocabolario politico e nei notiziari, da Bozzolo, piccolo paese della Bassa Padana, si accende una scintilla capace di illuminare ben oltre i confini della Lombardia. Sabato 30 agosto, oltre cento tra gruppi, movimenti, associazioni, realtà civili, cattoliche, musulmane, Comuni, semplici cittadini, credenti e non credenti si ritroveranno lì dove riposa don Primo Mazzolari, per una marcia che non è solo una testimonianza, ma un atto di ostinazione: ostinazione per la pace.

La manifestazione – dal titolo eloquente: “Gaza nostra ostinazione” – si pone nel solco della più profonda tradizione del pacifismo italiano, incarnato da don Mazzolari.

Proprio lui, primo tra i primi, nel 1941, nel mezzo della Seconda guerra mondiale, parlava di obiezione di coscienza in quel toccante scritto che prese il nome di “Lettera a un aviatore”. A un giovane militare, Giancarlo Dupuis, che gli chiedeva: «Può un cristiano uccidere?». Egli rispondeva: «La coscienza non può abdicare interamente nelle mani di nessuna creatura, fosse il più grande degli uomini o il più santo. Il cristiano, pur obbedendo alle gerarchie ecclesiastiche che tengono quaggiù il luogo del Signore, non fa rinuncia alla propria anima. Non ci si salva per delega. Ognuno risponde della propria anima, come risponde del proprio prossimo. Anche l’ultimo cittadino ha il dovere di obbedire con gli occhi aperti e coscienza vigile»E riprendendo gli Atti degli apostoli aggiunge: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini» (5,29)

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