VACANZE SOLIDALI: UN SOGNO CONDIVISO FRA ITALIA E AFRICA

 Vent’ anni fa, abbiamo iniziato a condividere un periodo estivo di vacanze con altre famiglie. 

Dopo uno di questi periodi, abbiamo raccolto una somma da destinare ad un progetto nella baraccopoli di Mathare a Nairobi. In occasione del nostro ventesimo anniversario di matrimonio, ci siamo regalati un viaggio in Kenya. Questa esperienza ha lasciato in noi un segno indelebile: donne che percorrono chilometri a piedi per andare a prendere l’acqua, abitazioni fatte di terra, bambini che corrono scalzi….eppure sempre felici.Lo stile di vita completamente diverso dal nostro, ci ha fatto comprendere quanto superfluo abbiamo e ci ha aiutato a ridimensionare i nostri bisogni.

Siamo tornati più volte con tutta la famiglia, poi abbiamo allargato l’invito ad alcuni amici con il desiderio che questa vacanza, potesse trasformarsi in un’esperienza indimenticabile di condivisione e rapporti di fraternità.

Progetto di fraternità

Tre anni fa, abbiamo conosciuto Joseph, un keniota che si è rivelato da subito un ottimo “mediatore culturale” e ci ha aiutato a penetrare la cultura del posto, a scoprirne le bellezze ma anche le necessità. Ci ha fatto conoscere un  progetto di fraternità che stava portando avanti: Mazao Family Empowerment Project. Si propone di lavorare con le famiglie e le giovani generazioni colpite dalla povertà per migliorarne la vita attraverso la produzione sostenibile di culture.

Il primo esperimento ha visto protagoniste 3 famiglie di Garashi, un piccolo villaggio dell’entroterra keniano, nella provincia di Kilifi. Opportunamente istruite e, grazie alla costruzione di un pozzo e di un impianto di irrigazione, hanno iniziato a coltivare quattro ettari di terreno fertile, nelle vicinanze di un fiume. L’obiettivo è anche quello di elevare il ruolo della donna a protagonista della vita economica del villaggio, attualmente prerogativa prettamente maschile.

Ci sembra fondamentale sostenere il progetto nato da una persona del posto che ha una visione locale e globale insieme. Sosteniamo questa iniziativa soprattutto attraverso le vacanze solidali, offrendo la possibilità di visitare i luoghi del progetto in corso, sostandovi qualche ora per conoscere le persone coinvolte e toccare con mano i risultati ottenuti.

Cucina in una scuola

Nel 2018, durante uno di questi viaggi, constatiamo che la produzione di mais, pomodori e altre verdure è sovrabbondante per cui nasce l’idea di costruire una cucina in una scuola vicino a Watamu. I 250 bambini che la frequentano, nella pausa del pranzo, tornano a casa percorrendo a volte anche più di 3 Km a piedi senza trovare in tavola qualcosa da mangiare. Altri si nutrono quasi esclusivamente di farina di mais mostrando evidenti patologie legate alla carenza di proteine e di vitamine. Il preventivo della cucina è impegnativo ma decidiamo comunque di iniziare i lavori nella speranza che la provvidenza arrivi.

Molte sono state le iniziative per raccogliere fondi. Si è attivata una vera e propria gara di solidarietà che ci ha permesso di raccogliere 13.500 euro in un mese e portare a termine i lavori a tempo di record. Il 3 gennaio 2019, alla presenza di personalità civili e religiose del posto, c’è stata la festa di inaugurazione della cucina nella scuola. Erano presenti tantissimi bambini e tanti genitori. I canti, le poesie, le danze e il pranzo condiviso hanno creato un bel clima di famiglia.

Nuovo refettorio

A gennaio del 2020 siamo tornati in venti persone e abbiamo gioito nel vedere che la coltivazione di Garashi ha raggiunto i 12 ettari e le famiglie coinvolte adesso sono una trentina. Si coltivano verdure di vario tipo, legumi e tanti alberi da frutta tra cui banane, arance, manghi, papaya… una meraviglia!

Alla scuola abbiamo trovato una cucina che lavora a pieno ritmo utilizzano anche un terzo fornello per cuocere il pudding che viene proposto per la merenda. I bambini sono in buona salute e le mamme per dimostrarci il loro affetto e la loro riconoscenza hanno organizzato una grande festa in nostro onore.

Avendo osservato che i bambini mangiano regolarmente per terra, in mezzo alla polvere che si alza a causa dei loro movimenti e poi ricade sulle loro pietanze abbiamo pensato costruire allora un refettorio. Anche questa volta la Provvidenza non si è fatta attendere: un compagno di viaggio ha deciso di donare una parte del suo TFR ma anche altri componenti del gruppo vacanze hanno voluto donare il loro contributo. 

Genitori in prima linea

Anche i genitori dei bambini della scuola contribuiscono alla costruzione di tavoli e panchine per l’arredo della struttura con il legno ricavato da alberi di loro proprietà. Joseph ha proposto di donare loro in cambio dei piccoli alberelli di arance da piantare in sostituzione di quelli tagliati. La scorsa settimana sono iniziati i lavori di muratura che stanno procedendo molto velocemente anche perché si avvicina il periodo delle piogge che potrebbe rallentare la conclusione dell’opera.

La sala mensa è stata dedicata ad una giovane famiglia di Vicenza che lo scorso anno ci ha lasciato a causa di un incidente. Era loro desiderio venire in Kenya per conoscere e contribuire a questa esperienza. 

La raccolta fondi continua anche perché c’è la necessità di comprare una motozappa per facilitare il lavoro di agricoltura che attualmente viene fatto tutto a mano.

Una giovane che ha partecipato a questo ultimo viaggio, tornata a casa, ha proposto l’esperienza a tanti suoi amici e già un gruppo di 15 coetanei si stanno organizzando per partire appena possibile.

Siamo consapevoli che tutto quello che abbiamo vissuto e continuiamo a vivere non è stato pensato e programmato a tavolino, ma è frutto di una mano invisibile che ci guida alla realizzazione di questo sogno.

Per ulteriori informazioni: Gigi e Manu Benetti  gigimanu@yahoo.com   +39 348 442 5814