La Costituzione, le armi e una legge sotto attacco

È arrivato alla fase decisiva il progetto che mira a svuotare di efficacia la legge 185/90. Un nuovo appello della Campagna “Basta favori ai mercanti di armi”. Pubblicato il nuovo rapporto ZeroArmi che ricostruisce il legame tra banche italiane e industria bellica.  Il caso eclatante della Rwm nel Sulcis Iglesiente e il lavoro della Scuola di pace e nonviolenza di Verona

di Carlo Cefaloni  – Fonte: Città Nuova

Esiste un mistero grandlla politica italiana. Nel Parlamento c’è una vasta maggioranza, che va oltre i numeri dei partiti di governo, in grado di votare una riforma della legge 185 del 1990 destinata a svuotarla di efficacia. Eppure la discussione  non arriva ancora in aula per il voto finale.

Di cosa parliamo? Si tratta della normativa introdotta grazie ad una vasta mobilitazione della società civile degli anni 80 per porre dei limiti ragionevoli alla produzione e commercio di armi pesanti. Prima di allora l’intera filiera era coperta dal segreto di Stato, anche se poi i dipendenti sapevano che l’opera delle loro mani era destinata a regimi sanguinari e negatori dei diritti umani. Per tale motivo un certo numero di lavoratori e lavoratrici decisero di fare obiezione di coscienza alla produzione bellica in mancanza di regole coerenti con la Costituzione italiana. Così come sta avvenendo oggi con i dipendenti della Leonardo di Grottaglie in Puglia, che hanno dichiarato la loro indisponibilità a produrre componenti di arma destinati in Israele nel pieno della tragedia in atto a Gaza. Continua a leggere